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mercoledì 13 novembre 2019

Gita a NAPOLI (ven. 25-dom. 27 GEN 2019)

Veduta del golfo di Napoli dalla Loggia del Quarto del Priore (Certosa di S. Martino) Tenevo moltissimo a questa gita con i partecipanti al mio corso su Storia e arte di Roma barocca, svolto a Roma tra ottobre-dicembre 2018, per illustrare meglio i profondi legami con Napoli, l’altro centro del barocco italiano, tra il Seicento e il Settecento. 

 Ho fatto precedere la gita da presentazione del programma con lo schema che uso e ritengo più efficace nel mio corso: prima illustro il barocco a Napoli con diapositive e notizie essenziali ai partecipanti al corso, poi, dopo il corso a Roma, faccio da guida a chi desidera approfondire i luoghi e le opere d’arte selezionati per la gita, liberamente e fuori dal corso svolto a Roma. 

Per contenere i costi, ho programmato la gita in tre giorni e la visita guidata da me in tre blocchi principali e più impegnativi: la Certosa di San Martino, il museo di Capodimonte, le chiese principali del centro storico. 


illustro alcuni luoghi e opere barocche utilizzando anche mie foto e dei partecipanti (foto a sinistra), a cui aggiungo alcune informazioni essenziali. Napoli con lunga tradizione artistica, ma senza sua scuola pittorica nota in Europa. 

Grazie al cosmopolitismo e a sovrani illuminati, come Roberto d'Angiò e Carlo di Borbone, importanti e numerose correnti artistiche nei secoli misero Napoli in contatto prima con la pittura senese, poi emiliana. Il Barocco napoletano s’afferma verso metà Seicento con architetti locali e termina intorno al 1750 con architetti di stampo neoclassico. All’apice nel Settecento con architetture collegate a stile Rococò e Barocco austriaco. Caravaggio più volte a Napoli nel 1607-10, decisivo per la pittura napoletana con molti seguaci, che contribuirono al caravaggismo, e influenzò tutto il meridione tra XVII-prima metà XX. Per far entrare i partecipanti alla gita nelle trasformazioni di Napoli volute dai viceré spagnoli all’inizio del Seicento, ho iniziato il mio percorso dai palazzi di piazza Bellini e via S. Maria di Costantinopoli. L’intervento urbanistico dovette tener conto del dislivello dell'area, evidente in Pal. Conca inglobato poi nel Complesso di S. Antonio delle Monache a Port'Alba, dove scala d'accesso del XVIII evidenzia terreno scosceso. Per far entrare i partecipanti alla gita nelle trasformazioni di Napoli volute dai viceré spagnoli all’inizio del Seicento, ho iniziato il mio percorso dai palazzi di piazza Bellini e via S. Maria di
Costantinopoli. Nel 1620-56. v. S. Maria di Costantinopoli rinnovata in stile barocco: rifatte facciate, tra cui di Palazzo Firrao (seconda metà XVII) da C. Fanzago con scultori G. e D. Lazzari, S. Tacca e F. Valentino. 

L'elemento che colpisce nella facciata sono le sette nicchie di medaglioni coi busti marmorei di governanti di Napoli, per lo più della Casa d'Asburgo, che Firrao serviva.  Scolpiti da G. Mencaglia, forse con l'aiuto di B. Landini e G. Finelli da sinistra a destra (non in ordine cronologico): Filippo IV , Filippo II , Ferdinando II (?), Carlo I, Ferdinando III, Carlo II,  Filippo III. Certosa di S. Martino (a destra) e Castel S. Elmo (a sinistra) 



La Certosa di S. Martino è certamente il complesso, a mio avviso, di gran lunga più importante del barocco napoletano per opere di grandi architetti e pittori del periodo. 

 Dedicata a S. Martino di Tours per probabile cappella preesistente nel XIV; spinta da Controriforma, certosa poi modificata tanto che, a fine XVI, il suo stile dominante diventa tardomanierista e barocco. 

Nel Quarto del Priore, opere di scultura e pittura tra cui bassorilievo di S. Martino divide mantello col povero di Pietro Bernini (padre di Gian Lorenzo, 1596-98).


 Carlo, primogenito di Roberto d'Angiò, fece erigere
monastero nel XIV; Tino di Camaino e F. di Vito iniziarono certosa e lavorarono a castello di Belforte (noto come S. Elmo), a cui successero il Maestro di corte angioina, l’allievo A. Primario, con G. de Bozza (1336). 

 Di G.A. Dosio gran parte
delle trasformazioni (1589-1609): ristruttura chiostro grande del XIV e aggiunge celle di monaci; costruisce chiostro dei Procuratori; amplia chiesa con cappelle e ambienti laterali, coro e parlatorio, refettorio, cappella del Tesoro Nuovo. 

 G.G. di Conforto dirige cantiere (1618-23) e completa progetto di Dosio, di C. Fanzago parti barocche (1623-56): facciata di chiesa,
decori interne e di cappelle, busti alle pareti di porticato del chiostro grande e cimitero del priore. 

 Dosio riadattò pronao da 5 a 3 arcate ricavando due cappelle in controfacciata, e poi C. Fanzago costruì serliana per mascherare facciata precedente; parte superiore e pareti laterali di N. Tagliacozzi Canale. 

 Tra pittori napoletani più grandi di questa fase: J. de Ribera, L. Giordano, B. Caracciolo, M. Stanzione ed emiliani G. Reni e G. Lanfranco. A navata unica, 8 cappelle laterali e altre sale (sacrestia, coro, refettorio, capitolare, diverse cappelle e parlatorio) ai lati di zona absidale. 

 Tra XVI-XVIII, decorazione pittorica e scultorea interna, in prevalenza di C. Fanzago, la rendono tra complessi più importanti di Napoli. 

Abside profonda e rettangolare con pavimento marmoreo di Fanzago, grandioso coro ligneo (1629) di O. De Orio e altare maggiore in legno dorato e finto marmo di F. Solimena. 


Volta di navata con affreschi maschera strutture a crociera; affreschi (1636­-39) tra più importanti dell’emiliano G. Lanfranco, che riprendono Ascensione di Cristo con angeli e beati e Apostoli in spicchi laterali di finestroni. Affreschi della volta, Storie del V. e N. Testamento con evangelisti, dottori di chiesa, profeti e santi certosini del Cavalier d'Arpino e fratello Bernardino (1591-96). 

 Crocifissione, G. Lanfranco, nella lunetta (1638-40), sotto, Natività, G. Reni (1642).

 Presepe napoletano, tipica produzione coi più alti vertici di qualità tra XVIII-XIX col grandioso presepe Cuciniello, ambientato in finta grotta e con illuminazione, che simula alternarsi di alba, giorno pieno, tramonto e notte. 


Collezionista M. Cuciniello donò allo Stato c. 800 tra pastori, animali e accessori, e seguì messa in scena e montaggio del presepe (1879).


 Reggia e museo di Capodimonte Costruita dal 1738 G.A. Medrano e A. Canevari, F. Fuga dal 1765, per Carlo III di Borbone, che vi voleva porre la collezione Farnese, poi adibita a reggia fino al 1957; dopo, ospita il Museo nazionale di Capodimonte. Su due livelli, al primo piano, Appartamenti Reali: in parte ricostruiti, in parte originali, con arredi delle famiglie dinastiche che l’hanno abitato; tra elementi di spicco, porcellane, oggetti di vita quotidiana, sculture e pitture d’artisti italiani ed europei del XVIII e XIX. 


 Flagellazione di Cristo, Caravaggio (1607-8, sala 78) Protagonista ed emblema del museo, in fondo a lunga galleria di dipinti. Scena concitata d’inconsueta drammaticità. Corpo luminoso e robusto di Cristo accenna a moto che ricorda manieristi e contrasta coi movimenti strozzati e secchi d’aguzzini. 
 Realtà umana e naturale non convenzionale e nuovo modo di fare pittura, bloccando, tra contrasti netti e laceranti di luci e ombre, frammenti o brandelli di corpi in moto, in tensione più alta e sconvolgente, non solo fisica, ma soprattutto psichica, emotiva, sentimentale; corpi emergono da ombra e fisici definiti da luce quasi accecante, sottolineano evento con grande drammaticità.

 A. Gentileschi, Giuditta decapita Oloferne (1612-13, sala
87) Tra tanti pittori caravaggeschi con loro opere nel museo, altrettanto emblematica anche perché ricorda violenza e desiderio di rivalsa dell’autrice per lo stupro subìto e il processo all’aggressore. Evoca la stessa opera di Caravaggio nella posa dell'eroina biblica, al punto che certamente Artemisia la vide a Roma.

 J. de Ribera, S. Girolamo e
l'angelo del Giudizio (1626, sala 90) Richiami tipici del caravaggismo napoletano, tra massimi suoi capolavori, i cui virtuosismi anticipano quelli dal 1630 e piena maturità: chiaroscuri meno evidenti rispetto a prime opere, dove tenebrismo caravaggesco più definito e accentuato. 


 S. Girolamo traduce la Bibbia e sorpreso dall’angelo del Giudizio, che suona corno tra nuvole in alto a d., molto simile a S. Matteo e l'angelo di Caravaggio (1602). L. Giordano, S. Gennaro intercede presso la Vergine, Cristo e il Padre Eterno per la peste (1656, sala 79) Per viceré spagnolo G. de Bracamonte e chiesa di S. Maria del Pianto, ex-voto per cessato pericolo d’epidemia che colpì la città. Mostra sua devozione a S. Gennaro, più volte soggetto principale di sue opere: santo invoca la Madonna, Cristo e Dio per la peste che dimezzò la popolazione napoletana nel 1656. Colori molto forti: giallo oro circonda protagonisti, sfumato da chiarissimo azzurro del cielo, che si spegne in basso creando penombra, che cela drammatiche vite umane spente da epidemia.


 F. Solimena, Il massacro dei Giustiniani a Scio (1710-15 c., sala 105) Dal 1630, il suo stile muta in senso barocco, recuperando esperienze giovanili in intensi contrasti cromatici e ricca inventiva. Nel martirio di 18 membri della famiglia Giustiniani in rivolta dei Turchi contro la dominazione genovese di Scio, evidente l’articolata e razionale distribuzione delle masse in spazio strutturato, con esiti da macchina barocca lucidamente controllata. Nella scena centrale, la vittima inginocchiata col suo carnefice cita il Martirio di S. Caterina di M. Preti, del quale Solimena ammirò la forza del chiaroscuro e del disegno. 


 Sette opere di Misericordia (1606-7, Pio Monte d. Misericordia, Napoli) I tanti personaggi non vanno visti come scena di genere in strada di Napoli, che può colpire primo sguardo; bisogna intendere anche volontà ed esigenze di committenti (Congregazione della Misericordia), di cui L. Carafa-Colonna era membro e che protesse fuga da Roma di Caravaggio, condannato a morte e ricercato per aver ucciso R. Tomassoni. Ho messo in evidenza il senso generale dell’opera anche sottolineando che Caravaggio aderiva alla corrente pauperista della Controriforma, che chiedeva il ritorno a valori più puri del Vangelo e la pratica delle opere di Carità per espiare ed elevare lo spirito. In questo senso va anche vista la Madonna col Bambino in alto, attorniata da due angeli, non per miracolo, ma allude a ruolo della Chiesa per promuovere e praticare opere, ad es. mantello di S. Martino, di forma elicoidale, che da Maria giunge a ignudo. 

 Complesso di S. Gregorio Armeno Per me, la sintesi, il simbolo del barocco al centro di Napoli, dal 1575 al rococò (1750), comparabile alla Certosa di S. Martino per opere d’arte del periodo considerato in tutta la gita. Per questo, ho scelto solo due foto della chiesa e una del campanile a cavallo della via, su cui si sviluppa il complesso. Dal 1572, il complesso subì profondo rifacimento da G.F. Mormando per progetto e G.V. Della Monica e G.B. Cavagna per ricostruire tutti i corpi di fabbrica preesistenti: chiesa, defilata rispetto al monastero, e campanile con l'aggiunta di due registri superiori al ponte di congiunzione dei corpi di fabbrica claustrali. 

 Gli organi testimoniano il gusto rococò: del 1737, organo del napoletano T. de Martino, sopra cantoria lignea, sopra ultima cappella laterale di sinistra; nel 1742, lo stesso organaro ne costruì un altro gemello, collocato su parete di fronte. Nel 1769, costruito da D.A. Rossi organo per il cappellone e, nel 1790, uno per coro delle monache da F. Cimino. Intorno al 1780, modificate le casse dei due organi di T. de Martino e realizzate due nuove cantorie sotto quelle esistenti. 

 Campanile che collega le due ali del complesso monastico A cavallo della via S. Gregorio Armeno, antica testimonianza del collegamento realizzato, dopo l’unificazione del 1009, tra il monastero di S. Pantaleone, a sinistra della strada, e quello di S. Gregorio, sul lato destro.   Nel 1589 si costruisce il corpo di fabbrica tra il campanile e la chiesa.

 Cappella del Tesoro di S. Gennaro Legata ad anni di conflitti bellici esterni e interni, peste, eruzioni vulcaniche di prima metà XVI. Popolo napoletano si rivolse al santo protettore e 13 gen. 1527, quando portate ossa di S. Gennaro da Montevergine (Avellino) a Napoli, e fece voto di erigergli cappella nel duomo. Nel 1601, eletti della città crearono Deputazione di 12 membri laici dei 6 quartieri per costruirla e decorarla con 10.000 scudi, ma offerti oltre 480.000, senza contributo dal Vaticano. Iniziata 1608-13 da F. Grimaldi; dopo sua morte, cantiere diretto da C. Bernucci, poi G.G. di Conforto la completò 1620. 

 Il busto reliquiario di S. Gennaro (1305) vestito con piviale e mitra in seta e oro (XVIII) Cappella contornata da 19 sculture bronzee, al centro, dietro altare magg., S. Gennaro seduto (1645), quasi a dirigere altri 18 compatroni nella difesa di Napoli; sculture da 1610, disegno di F. Grimaldi, eseguite in oltre 20 anni sotto direzione di C. Monterosso, gran parte di carrarese G. Finelli, allievo di G.L. Bernini, altri di scuola napoletana. Dietro altare, due nicchie con sportelli argentei dono di Carlo II di Spagna (1667) con ampolle del sangue e busto reliquiario di S. Gennaro in oro e argento, di tre orafi provenzali, dono di Carlo II d'Angiò (1305), davanti ad altare magg., a s. 

 Interno della cupola del Lanfranco e Domenichino Dipinti e affreschi di cappella in prevalenza di Domenichino, eccetto ciclo in parte centrale di cupola riprendenti Paradiso, di G. Lanfranco (1643) e pala d'altare di d., S. Gennaro esce illeso dalla fornace (1646) del Ribera. Dopo contatti 1618) col Cav. d'Arpino, Deputazione scelse (1620) G. Reni, ma rifiutò, dopo minacce violente dei pittori locali, e sostituito per cupola da altro emiliano, G. Lanfranco, che compì Paradiso (1643). Nel 1630, Domenichino, emiliano, convinse Deputazione coi propri test e iniziarono decori di volte, compiendo sottarchi d’altari (1633), 4 pennacchi (1641) e 5 di 6 oli su rame (uno incompleto), in fascia inferiore di cappella.

martedì 5 luglio 2016

Viaggio a Vienna

Viaggio a Vienna (13-16 giugno 2016) 

In questo viaggio, ho cercato di programmare visite a tutti i monumenti principali in un tempo limitato, 3 giorni, e costi contenuti cercando di fornire ai partecipanti gli elementi essenziali per orientarsi nella lunghissima storia e nell'arte di quest’impero al tramonto.

Ho dato maggior risalto a visite di monumenti dell’Ottocento in due versioni:

  • la prima, graditissima dai turisti, il mito della principessa Sissi, 
  • l’altra più legata all’arte europea, in particolare, oltre ai grandi musei di pittura, l’architettura liberty e la pittura del movimento della Secessione viennese tra fine ‘800 e inizi ‘900.

mercoledì 27 aprile 2016

Viaggio in Andalusia


Viaggio in Andalusia

Siviglia, Cordova, Granada, Malaga
11-16 aprile 2016


Un viaggio che tanti hanno fatto, ma ho cercato di coglierne alcune particolarità mettendo insieme il meglio della cultura spagnola: origini e arte araba, religiosità cattolica e barocco, ballo e musica gitana (flamenco).

La mia scommessa è stata fare questo viaggio in solo 6 giorni, passando da una città all’altra delle tre più importanti con autobus pubblici e stando attento anche ai desideri dei partecipanti, ad esempio, assistere ad una esibizione di flamenco nel quartiere gitano più noto di Granada (Albaicin). 

mercoledì 4 novembre 2015

PRAGA (15–18 GIUGNO 2015)


Anche questo paese ed in particolare questa sua capitale hanno un significato ed un valore culturale molto grande per me, non solo per il barocco, il medioevo, ma soprattutto per l’architettura dei palazzi liberty e le sinagoghe nel quartiere ebraico. Anche chi tra i partecipanti era già stato qui ha ammesso che ho ampliato la loro base di conoscenza della città e del paese con non eccessivi elementi storici, artistici e culturali.

martedì 13 ottobre 2015

PORTOGALLO (13-18 MAGGIO 2015)


Ho organizzato questo viaggio in un paese che amo molto, non solo per i monumenti, l’arte, ma soprattutto per la grande varietà di possibili esperienze naturalistiche e della cultura popolare che offre. L’ambizione è stata quella di esplorare le due città più grandi e ciascuna con una sua cittadina dei dintorni.

Nonostante avessi ritenuto sufficiente un soggiorno di 5 notti, 3 a Lisbona e 2 a Oporto, devo ammettere che il tempo si è rivelato poco per rispettare il programma previsto, pur avendo visitato Sintra, presso Lisbona, e Guimaraes, presso Oporto, utilizzando sempre trasporti pubblici convenienti.

sabato 21 febbraio 2015

Viaggio a Praga, ultimi posti disponibili

Si informa che sono disponibili gli ultimi posti per il VIAGGIO a PRAGA, in programma dal 15 al 18 GIUGNO, tra Medioevo, Barocco; Liberty (arte e architettura); musica, fierezza ed ebraismo (tradizioni degli abitanti)

PROGRAMMA

LUNEDI 15 GIUGNO
Mattina: volo da aeroporto di Fiumicino, 07:25; sistemazione in albergo
Pomeriggio: Castello; S. Vito; Vicolo d’Oro
Sera: cena libera

MARTEDI 16 GIUGNO
Mattina: Malà Strana (Parte Piccola)
Pomeriggio: Città Vecchia; quartiere ebraico; p.za della Città Vecchia;
Sera: cena libera

martedì 10 febbraio 2015

Viaggio a Praga

“Via-andanti”: Viaggio a PRAGA
(lunedì 15-giovedì 18 giugno 2015)

Vi propongo un viaggio a “Praga magica” (titolo di un famoso libro di A. M. Ripellino
che la descrive), il cui senso vi riassumo in 6 parole: Medioevo, Barocco; Liberty (arte e architettura); musica, fierezza ed ebraismo (tradizioni degli abitanti).

PROGRAMMA

LUNEDI 15 GIUGNO
Mattina: partenza da aeroporto di Fiumicino; sistemazione in albergo
Pomeriggio: Castello; S. Vito; Vicolo d’Oro
Sera: cena libera

MARTEDI 16 GIUGNO
Mattina: Malà Strana (Parte Piccola)
Pomeriggio: Città Vecchia; quartiere ebraico; p.za della Città Vecchia;
Sera: cena libera

MERCOLEDI 17 GIUGNO
Mattina: Città Nuova, municipio, Ss. Cirillo e Metodio; S. Venceslao; p.te Carlo IV; Casa Danzante
Pomeriggio: museo Mucha (pal. Kaunicky); via Celetnà; Casa della Madonna Nera
Sera: cena libera

GIOVEDI 18 GIUGNO
Mattina: libera
Pomeriggio: rientro a Roma

  • Per motivi organizzativi, è necessario inviare la prenotazione, tramite la scheda allegata
  • Chi si prenota sarà informato dell’avvenuta formazione del gruppo
  • La quota di partecipazione è di 280 euro, di cui 150 euro di acconto. La quota restante sarà versata 30 giorni prima di partire.
  • Se non si raggiunge il minimo di 10 partecipanti, l’acconto sarà restituito prontamente.
  • Si precisa inoltre che l'acconto richiesto è necessario per la prenotazione del biglietto aereo e dell'hotel, pertanto, in caso di rinuncia, l'acconto non potrà essere restituito.
  • Qualora la rinuncia fosse effettuata all'ultimo momento, sarà necessario anche saldare il costo della prima notte.
  • Il prezzo dei voli low cost è in continua fluttuazione. E' quindi necessario prenotare e versare l'acconto al più presto per evitare di incorrere in un improvviso rialzo dei costi.
  • Si comunica infine che, in base alla legge sulla privacy, i dati forniti saranno conservati da Massimo Micarelli ed utilizzati esclusivamente per le procedure di prenotazione. Al termine del viaggio, non saranno in alcun caso forniti ad altri soggetti.

MASSIMO MICARELLI - http://Via-andanti.blogspot.com; micarelli_m@yahoo.it; 3332290096

martedì 2 dicembre 2014

Viaggio in Olanda



Viaggio impegnativo per gruppo nutrito (15 persone), ma assolutamente affascinante per i miei gusti.
Ho messo insieme tre capitoli dell'Olanda cercando di mantenere un certo equilibrio tra loro: le opere d'arte più famose del '600 e van Gogh; la gente; gli scorci di luoghi meno conosciuti, come Delft, Marken, Edam, Volendam. 


Ho fatto la scelta giusta nel limitare gli abbonamenti ai mezzi pubblici urbani di Amsterdam: si va dovunque e assai rapidamente, sia in metro che in tram ed è stato un grande vantaggio perché ha piovuto debolmente, ma quasi sempre, 4 giorni su 5. 

Per fortuna che era luglio, 5-9, e non faceva freddo, né c'è stato vento, che è il più fastidioso, per me.

Sono soddisfatto per aver rispettato il programma deciso, inclusa la visita di alcuni mercati delle pulci, e, soprattutto d'aver sperimentato una tecnica da guida turistica per la visita di grandi musei con molte opere d'arte, solo alcune da approfondire e di cui avevo preventivamente fatto la selezione sulla base di schede abbastanza estese e dettagliate. 
 
Spero che i partecipanti siano stati soddisfatti e abbiano capito il tentativo da me fatto per una vacanza di media durata, a costi abbordabili. 


Molti di loro partecipano ai miei corsi di storia dell'arte e vorrei verificare meglio il loro grado di gradimento ed eventuali carenze.



martedì 13 settembre 2011

Orvieto, la gita

Fortunati per questo bellissimo settembre, andiamo alla riscoperta di una cittadina medievale per eccellenza, tutta su un pianoro di tufo, a 70 metri dalla sottostante valle.

La gioia di passeggiare per queste strade tortuose va assaporata senza fretta, ma tutto è così elegante, curato e basta seguire l’onda dei turisti, in gran parte stranieri, arrivati da Orvieto Scalo con la funicolare, per ritrovarsi a Corso Cavour e girare a metà a sinistra per il Duomo.

Già, la facciata con tre cuspidi, a rilievi alla base e mosaici, poi l’interno con gli affreschi di Signorelli, che splendida storia di piccola capitale papale, con tanto di miracolo, che giustifica la chiesa e tesori d’arte annessi. Mi piace, in particolare, il rosone di Orcagna.

sabato 20 agosto 2011

Programa viaggi


Il programma di inziative proposte da Massimo per il 2011-12 include anche alcuni viaggi all'estero, in Europa e in Brasile.

Viaggi in Europa

29 ottobre - 1 novembre
(ponte d’Ognissanti):

Oporto
, Guimarães (Portogallo)
 
8 - 11 dicembre (ponte dell’Immacolata):
Lisbona
, Sintra (Portogallo)

21 - 25 aprile (ponte della Liberazione):
Istanbul, Edirne (Turchia)



Viaggio in Brasile

“A”: sabato 11-sabato 25 febbraio: Rio de Janeiro e città coloniali di Minas Gerais
“B”: sabato 11-mercoledì 29 febbraio: Rio, città coloniali Minas Gerais, Paraty sul

Per maggiori informazioni: 
micarelli_m@yahoo.it, 333.22.900.96

Alla scoperta dell'Italia con Massimo Micarelli


Tra gli appuntamenti in programma per la stagione 2011-12 Massimo Micarelli ha inserito anche una serie di gite, di uno o più giorni, alla scoperta dell'Italia

10 settembre (sabato): Orvieto

24 - 25 settembre (weekend): Sulmona, Celano, Pescocostanzo

21 gennaio (sabato; abbazie del Lazio): Sermoneta, Casamari, Trisulti, Valvisciolo


24 - 25 marzo (weekend): Caserta (reggia, città vecchia)

28 aprile - 1 maggio (ponte 1° Maggio): Trieste (Aquileia, Portogruaro, Duino)

2 - 3 giugno (weekend): Lucca


Per maggiori informazioni: 
micarelli_m@yahoo.it, 333.22.900.96

lunedì 18 aprile 2011

Viaggio a Praga (2-6 aprile 2011)

• Esperienza assai positiva per l’interesse dimostrato dai partecipanti ed il clima informale che si è instaurato, favorito anche dal bel tempo e dalla facilità degli spostamenti, grazie all’albergo a quattro fermate di tram da p.za Venceslao.

• Le quattro mezze giornate sono state impiegate visitando zone omogenee della città: domenica 3, il Castello e Mala Strana (il Quartiere Piccolo); lunedì 4, Stare Mesto (la Città Vecchia) e Josefov (il quartiere ebraico).

• Sono positivamente meravigliato dal gradimento ottenuto con la visita di siti e palazzi Liberty o Secese, come chiamato in Cechia, ed in particolare al museo Mucha e la Galleria Lucerna nella mattinata di lunedì, quando è piovuto, scoraggiando la visita all’aperto.


• Altrettanto devo dire del giro delle sinagoghe, favorito anche dal fatto che tutte le sere abbiamo cenato in piacevoli ristoranti del quartiere ebraico, proprio vicino alla sinagoga Spagnola e al monumento a F. Kafka.

• Minor successo hanno riscosso le molte chiese barocche visitate, anche se martedì mattina, prima di tornare a Roma, abbiamo fatto un bel giro attorno a Ponte Carlo, anche per gli ultimi acquisti, trovando il tempo per andare in alcuni siti e chiese che non avevamo potuto visitare il giorno prima, scendendo da via Nerudova.

• Non sempre ho visto escursionisti così stupiti e contenti per aver scoperto una città europea come Praga in così poco tempo.